Presidio: liberiamo Piazza d’Armi da cemento e privatizzazione!

noi condiviamo questo appello e questo percorso. E tu?

Domenica 28 gennaio
H15, Via della Rovere ang. F.F.A.A.
PRESIDIO PER LA PIAZZA D’ARMI DI MILANO (qui su facebook)

Né cemento, né privatizzazione: per la Piazza d’Armi vogliamo natura, agricoltura, imprese sociali e culturali. Ridateci il nostro verde bene comune!

Per troppi anni la storica Piazza d’Armi di Milano, un polmone verde di 35 ettari alle porte di Baggio, è rimasta ostaggio della burocrazia: inutilizzata dallo stato, chiusa ai cittadini.
All’interno il verde è cresciuto rigoglioso ma i suoi cancelli restano chiusi alla pubblica fruizione. Cos’è successo fuori? Il ministero della difesa ha ceduto la proprietà ad Invimit SGR con l’obbiettivo di vendere e fare cassa e il Comune di Milano ha siglato un PGT che prevedeva l’edificazione di diverse decine di grattacieli a cintare il verde residuo.

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Scuderie vincolate! Ora difendiamo piazza d’armi e verde pubblico.

Ad un anno di distanza dalle prime iniziative di Trotto Bene Comune per difendere le storiche scuderie del trotto di San Siro e l’intera ex area ippica da speculazioni e cemento, ecco arrivare il vincolo parziale della Sovraintendenza. Un vincolo parziale che interessa le scuderie e che, invece, lascia mano libera a Snaitech, o chi per essa, sulla parte occupata dalle tribune anni ’70 e dalla pista di gara.

Per questo motivo vi invitiamo tutte e tutti ad un incontro pubblico il prossimo 30 novembre, alle ore 20.30, alla Biblioteca di Baggio. Qui l’evento facebook dell’assemblea.

La riflessione del Lab. Off Topic sul vincolo, l’affaire Piazza d’Armi e il ruolo del Comitato.

Le scuderie del Trotto sono salve!

Una vittoria a metà eppure profondamente importante.
Che il Corriere metta in luce il fatterello del vandalismo invece di mesi di lotta e anni di incuria è la conferma di quanto fosse risicata l’alleanza dei resistenti.

Eppure di tappa in tappa anche l’intendimento originale della Sopraintendenza (dopo quello di SNAITECH) è stato piegato a un indirizzo che tutela una buona parte del vecchio Trotto di Milano!

L’articolo del 26.10 del Corriere